Il Tao della Fisica

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tao-fisicaIL TAO DELLA FISICA, Fritjof Capra, edizioni Adelphi, 1989.

Il Tao della fisica è un testo scritto nel 1975 da Fritjof Capra, fisico teorico e ricercatore, profondo conoscitore delle filosofie orientali. Il libro descrive le analogie tra la fisica moderna e il misticismo orientale, dove per misticismo egli intende un’ esperienza di conoscenza attraverso l’introspezione e la meditazione.
L’autore dà una chiara spiegazione del passaggio dalla meccanica classica, newtoniana, alla meccanica quantistica, soffermandosi sulle sue teorie fondamentali, la meccanica quantistica e la relatività. Egli descrive l’induismo, il buddismo, il pensiero cinese, il taoismo e lo zen, evidenziando gli elementi che maggiormente avvalorano l’analogia con la fisica moderna, per poi concludere con una chiara corrispondenza tra specifici fenomeni fisici e pensieri ed esperienze mistiche orientali. Il tutto scritto senza formule, con un linguaggio semplice e chiaro, che non necessita di conoscenze specifiche della fisica.

È interessante scoprire come il metodo empirico e l’osservazione siano elementi fondamentali e comuni agli approcci scientifici e alle filosofie orientali per scoprire la natura essenziale delle cose, nonostante l’osservazione avvenga in campi diversi, entrambi inaccessibili ai “sensi ordinari”, per es: la materia atomica e sub-atomica nella fisica, così come i diversi livelli di coscienza nelle filosofie orientali.

Sia i fisici moderni che i mistici hanno affrontato aspetti paradossali della realtà riconoscendo i limiti delle parole, del linguaggio ordinario. I fisici, in particolare, hanno dovuto oltrepassare “i limiti della nostra immaginazione sensoriale”, e dalla scoperta della fisica atomica in poi hanno dovuto arricchire il linguaggio matematico esistente per descrivere aspetti essenziali della realtà, analogamente a ciò che l mistici orientali avevano fatto introducendo i miti (induismo), i paradossi (taoismo), i koan (zen), etc.
I fisici sono partiti dal mondo esterno, i mistici da quello interiore, e attraverso processi molto simili di conoscenza sono arrivati a conclusioni che hanno molti aspetti in comune.
Molti i fenomeni fisici e le corrispondenti esperienze mistiche descritte nel libro, tra cui, per esempio, il dualismo particella/onda della luce e lo yin/yang, che rappresentano aspetti differenti dello stesso fenomeno, la ‘danza’ della materia subatomica e la danza di Siva, che rappresentano il processo ritmico di creazione e distruzione, di morte e rinascita, etc.

In particolare, una delle conclusioni per me più importanti e significative cui fisica moderna e misticismo orientale sono arrivati è la interconnessione di tutte le cose, l’appartenenza ad un tutto. “Le scoperte della fisica moderna ci costrinsero ad adottare una concezione della natura più raffinata, olistica e organicistica”, la stessa adottata già da diversi secoli dalla saggezza orientale.

La fisica atomica rivela che l’osservatore “…non può assumere il ruolo di osservatore distaccato e obiettivo, ma viene coinvolto nel mondo che osserva fino al punto di influire sulle proprietà degli oggetti osservati”. La nuova fisica suggerisce quindi di sostituire il termine “osservatore” con “partecipatore”, concetto che, riportato nella quotidianità, ci assegna un ruolo importante in tutte le nostre relazioni e all’interno della nostra società, perché ci ricorda che ogni azione, includendo anche la mancanza di una risposta o di una azione stessa, assume significato ed ha conseguenze tangibili nel mondo in cui viviamo.

Il passaggio dalla fisica newtoniana alla fisica quantistica ha rappresentato un cambiamento rivoluzionario nella fisica, che ha avuto un enorme impatto anche nella nostra vita quotidiana, sia per lo sviluppo di nuove tecnologie, sia per la comprensione molto più dettagliata della realtà e dell’universo in cui viviamo. Legare questa rivoluzione nella fisica e nel pensiero filosofico occidentale, relativamente recente, con la filosofia mistica orientale, che ha origini antiche, ha fortemente attratto la mia curiosità.
Ciò che però mi ha affascinata maggiormente di questo libro è stato scoprire nella filosofia orientale molte delle basi di alcuni modelli teorici studiati nel mio corso di counseling. Concetti che, integrati con alcuni aspetti della fisica, mi hanno permesso, non solo di rispolverare la mia laurea in fisica, ma anche di rinforzare il mio desiderio di continua ricerca di equilibrio tra la mia parte più razionale e strutturata e quella più intuitiva e creativa.

Lo consiglio perché: è un libro che accompagna il lettore nel processo di integrazione dei numerosi aspetti opposti e apparentemente contraddittori che ciascuno ha dentro di sè.
Soddisfa la curiosità di chi ha bisogno di supportare con il ragionamento ciò che a volte solo l’intuito suggerisce e offre la possibilità di affidarsi al proprio istinto e sperimentare la fiducia nella propria intuizione.

Ho scelto questa foto perché: l’aurora boreale è un fenomeno naturale che ho potuto comprendere razionalmente solo conoscendo i fenomeni fisici che la causano. Nel vederla ho potuto fare una totale immersione nell’esperienza, sentendomi parte di qualcosa di più grande.

Questa recensione appare anche sul blog ArkaniSegnali.

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